Stampa a caldo

La stampa a caldo venne ideata nel 1892 da Ernest Oeser. È un processo di stampa che trasferisce pellicole sia metallizzate che neutre, su oggetti con superfici regolari e di composizione varia. È applicabile su tutte le superfici piane, tonde, ellittiche, su plastica e vetro dalle forme più regolari a quelle più complesse.
La stampa a caldo è una tecnica basata sull’utilizzo combinato di calore e pressione e presenta un grande vantaggio, permette di eliminare l’inchiostro dal processo di stampa, sostituendolo con una sottile pellicola plastica chiamata film, ribbon, foil, foiler o nastri carbografici composta da cinque strati.
1) Uno strato di base portante in poliestere (spessore 12-50 micron) utilizzato per proteggere gli altri strati e per consentire l’arrotolamento. 2) uno strato di rilascio realizzato con cere speciali, che permette agli altri strati di staccarsi dalla base protettiva, grazie all’applicazione di calore e pressione: cera, cera/ resina o resina. Il foil a base di cera è più adatto per la stampa su carta ed è a bassa durabilità; in generale rappresenta la maggioranza delle applicazioni e delle soluzioni alle normali esigenze di stampa; Il nastro misto a base cera/resina è più adatto a supporti cartacei patinati e a quelli plastici e sintetici: è più resistente al graffio, grazie alla sua com- ponente resina e, in generale, richiede un po’ più di energia per la stampa; ol foil a base resina, sono adatti ai materiali plastici e garantiscono una durabilità prolungata negli anni, anche nei casi di strofinamento e di aggressione con agenti esterni (alcool, benzine, ecc.). 3) Uno strato colorato con pigmenti organici e inorganici, che reca ovviamente il colore. Molto spesso questo strato è trasparente o traslucido, permettendo così l’utilizzo di un quarto strato metallico. 4) Uno strato metallico generalmente composto di alluminio, per creare la proprietà di riflesso o di opacità che si desidera nei foil metallici. 5) uno strato adesivo, studiato appositamente per ogni tipo di materiale da stampare (plastica, carte metallo). Serve a fissare il foil al supporto da stampare. Le caratteristiche di stampabilità dei vari foil sono principalmente determinate dalla presenza, in questo strato, di più o meno adesivo.
Tutti questi strati, a parte il supporto, formano uno spessore di soli 1-2 micron o millesimi di millimetro. Il processo Il foil viene posizionato tra una superficie riscaldata a 100-170°C (incisione / cliche’) e il componente sul quale deve essere stampata la decorazione.
Quando il clichè caldo entra in contatto con il foil e lo comprime sulla superficie del componente da stampare, lo strato di rilascio in cera fonde, la patina colorata si distacca dallo strato portante e si trasferisce sul materiale sottostante (processo di sublimazone), incollandosi grazie allo strato adesivo. Il trasferimento della patina avviene solo dove il clichè tocca direttamente il foil, di conseguenza, con questa tecnica si possono realizzare anche disegni complessi, loghi e scritte, incidendo il clichè in modo da lasciare solamente la decorazione in rilievo. L’utilizzo del film in sostituzione dell’inchiostro permette di manipolare i componenti subito dopo la stampa, senza il rischio di sbavature: La stampa a caldo è un processo straordinariamente versatile di nobilitazione grafica e valorizzazione delle immagini, anche per supporti su cui le tecniche di stampa convenzionali non possono essere applicate.
Il passaggio più critico e rilevante è l’adesione. Per ottenere risultati di qualità il foil deve ancorarsi saldamente al supporto così come inchiostri e rivestimento devono aderire al foil. Spesso le cere e i siliconi impiegati nelle formulazioni dei release liner, degli inchiostri e dei coating, creano problemi di adesione. Per questo, nel caso in cui si debba procedere con la stampa a caldo gli esperti raccomandano l’applicazione preventiva di un fondo (primer). Se si utilizzano foil argentati od olografici stampati, è meglio accertarsi che essi siano sovra- stampabili con inchiostri sia a base acqua sia UV.

alt

Stampa microincisa con lamina a caldo

La stampa microincisa con lamina a caldo o microincisione è uno sviluppo particolare e specifico della più comune stampa a caldo. Sostanzialmente, un cliché per stampa a caldo microincisa reca sulla superficie di stampa una tramatura finissima che, una volta trasferita sul foil e conseguentemente sullo stampato, de- termina nell’immagine d’insieme sorprendenti effetti di rifrazione ottica, mutabili a seconda dell’angolo di osservazione. I motivi di microincisione possono essere personalizzati a seconda delle esigenze più disparate. Tipicamente, si possono individuare tramature con disegni casuali o ripetuti (satinature, motivi floreali, motivi geometrici, graffiature / sabbiature, ghirigori, ecc.), o tramature più “logiche”, strutturate e/o personalizzate (da applicare nel campo dei loghi, protezioni marchi e brand, anticontraffazione nei settori più svariati). La microincisione è abbinabile anche al rilievo: Microincisione (senza contromatrice) e Microincisione con rilievo (con contromatrice).

alt

Stampa a caldo e rilievo in contemporanea (laminazione)

Questo processo, che unisce la stampa a caldo e il rilievo in un solo passaggio, viene realizzato con un’incisione (generalmente in ottone) scolpita, a più livelli, con i bordi della zona immagine affilati per consentire il taglio del foil. Com’è intuibile, in fase di progettazione, grande attenzione va prestata quando si scelgono i colori della carta, le trame, le grammature e gli inchiostri. Il registro si rivela poi fondamentale per il successo o meno del lavoro. Lo spessore del supporto può inoltre limitare l’operatore, a seconda della pressa utilizzata: per esempio, carte molto sottili possono causare alcuni problemi su macchine di grande formato. Similmente, la scelta di carte particolari influisce sull’effetto visivo del foil: carte al 25% o al 100% di cotone, pergamena, carta vergata e altre carte porose smorza- no l’effetto di lucentezza di alcuni foil. Nonostante le tecnologie abbiano favorito la modernizzazione del processo, la stampa a caldo e in rilievo è ancora un’arte, nella quale l’esperienza è un fattore decisivo per il successo di un prodotto. Uno stampatore esperto può guidare la scelta del tipo di lavoro con certezza di risultati, sia per la stampa a caldo che per il rilievo. Tipicamente, si possono individuare tramature con disegni casuali o ripetuti (satinature, motivi floreali, motivi geometrici, graffiature / sabbiature, ghirigori, ecc.), o tramature più “logiche”, strutturate e/o personalizzate (da applicare nel campo dei loghi, protezioni marchi e brand, anticontraffazione nei set- tori più svariati). La microincisione è abbinabile anche al rilievo: Microincisione (senza contromatrice) e Microincisione con rilievo (con contromatrice).

Around you